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Teatro Civico

La costruzione del Teatro Civico, primo edificio esterno al tracciato delle antiche mura nell'ottica di espansione della città verso il mare, fu avviata il 6 luglio 1840 e portata a termine nel 1846 su progetto dell’architetto genovese Ippolito Cremona.
L'interno venne realizzato secondo la tipologia tradizionale con una sala a ferro di cavallo, tre ordini di palchi e il loggione.
Al primo piano furono collocate le sale del "Casino Civico", punto di ritrovo per incontri culturali e mondani.
Francesco Gonin, celebre artista piemontese, reso famoso per le incisioni dei "Promessi Sposi" del 1840, si occupò della realizzazione delle decorazioni della sala, del soffitto voltato, dei parapetti dei palchi e del Ridotto, del boccadopera, delle pitture del corredo scenografico. La facciata del Teatro, disegnata con gusto neoclassico, si articolava sobriamente in un porticato al piano terreno staccato dal piano strada da una gradinata, mossa da un avancorpo centrale e sormontata da un timpano. Sul frontone e sulla gradinata d'accesso erano collocate 5 sculture marmoree raffiguranti la Musica, la Tragedia, l'Arte Plastica, le allegorie del Golfo e della città della Spezia.
Una ristrutturazione del 1889 cambiò la facciata originale, impoverendone l’armonia dell’architettura complessiva. Al corpo centrale dell’edificio vennero affiancate le due parti laterali.
L'inaugurazione del teatro venne quindi celebrata il 18 luglio 1846 con la rappresentazione dell' "Ernani" di Giuseppe Verdi.

Teatro Civico

Dal 1846 al 1880 l'attività del Teatro Civico si rivolse prevalentemente agli allestimenti d'opera e di prosa: con il grande repertorio lirico ottocentesco e con spettacoli di compagnie di prosa di valore come quella di Arturo Stacchini.
Dopo il 1880 però il Teatro Civico subì un lento processo di decadenza.
In quell'anno, infatti, venne inaugurato il Politeama Duca di Genova la cui concorrenza determinò
un progressivo impoverimento delle attività teatrali del Civico, in parte compensate da altre manifestazioni, congressi, conferenze, comizi elettorali e, in modo particolare, dalla vivace presenza del Casino che, proprio per la sua accresciuta importanza, fu ampliato determinando le trasformazioni volumetriche che nel 1889 ne modificarono la facciata.

Gli anni Trenta del Novecento rappresentarono per La Spezia e per la sua vita teatrale e culturale l'avvio di una nuova, importante, stagione. Nel 1933, per la sistemazione urbana del centro cittadino e per l'apertura della nuova piazza Verdi, il Politeama Duca di Genova fu demolito. Stessa sorte toccò al Teatro Civico nei primi anni Trenta che fu in seguito ricostruito dalle fondamenta su progetto dell'architetto Franco Oliva. Con la rappresentazione della Tosca cantata dal soprano Bianca Scacciati, il 4 febbraio del 1933, il Teatro ricominciò la sua attività.
Il nuovo fabbricato, ampliato dal lato di Piazza Mentana e capace di ospitare 1800 persone, occupò il vecchio ripiano e le gradinate esterne, mentre dal lato di Corso Cavour avanzava fino alla linea stradale permettendo l'ingrandimento del palcoscenico. L'apparato scultoreo è opera di Augusto Magli.
Con il nuovo assetto si entrava nel Teatro da Piazza Mentana mediante tre porte corrispondenti ai tre archi di facciata; nell'atrio l'ampia scalinata conduceva al foyer riquadrato da imponenti pilastri in magnifico marmo apuano macchiato detto "cipollino"; a sinistra del foyer il caffè del Teatro; a destra il guardaroba e le scale d'accesso ai palchi e alla balconata; al piano occupato dal primo ordine di palchi si trovava un altro piccolo foyer. La sala degli spettacoli perse la forma a ferro di cavallo per assumere la figura di un rettangolo quasi regolare, acquistando così in lunghezza, mentre gran parte del vecchio foyer fu occupata da una vasta balconata che sostituiva quello che era il primo ordine dei palchi dell'antico Teatro.

L'interno era dominato dalle norme del razionalismo architettonico: all'Oliva non poteva sfuggire l'idea di trovare la linea di transizione tra la forma tipica del teatro del Settecento e l'odierna sala cinematografica.
La balconata, divisa in due ordini e terminata dalla seconda galleria o loggione si sovrapponeva alla platea per un notevole tratto; scomparirono gli stucchi e le ornamentazioni pesanti (rimasero due piccole danzatrici nude in marmo bianco all'ingresso dai due lati della platea e due piccole Fame cavalcanti all'esterno dei palchi); la sala risultò così di un'armonia semplice a colori tenui e a superfici lisce; tuttavia furono conservati i tre ordini di palchi, oltre alle barcacce, come nel vecchio Teatro.
Le ultime risorse del razionalismo scientifico trionfarono nel palcoscenico: tutto fu predisposto con fine e meticolosa cura, dalla sistemazione elettrica, all'ordinamento dei camerini, sino alla manovra delle scene.
La cupola, circondata dall'interno da una fascia costellata e decorata dei segni dello Zodiaco è apribile tramite un comando elettrico così da dare al teatro il refrigerio di opportuni cambi d'aria.
Per l'illuminazione dalla sala si rimase fedeli al sistema della luce diffusa adottata per il foyer giovandosi sia della cornice della cupola come dei capitelli delle colonnine dei palchi.
Il Teatro Civico concluse la sua attività di sala cinematografica il 20 giugno 1987 e rimase chiuso per restauro dal 1989 al 1995. Con quest’ultimo intervento il Teatro subì le seguenti modifiche: furono eliminati il cinema e il bar, cambiati gli arredi di sala, ampliata la buca d'orchestra e introdotto l'ascensore.
La sua attività si connota attualmente per una stagione invernale miscellanea (prosa, opera, operetta, balletto, stagione concertistica) affiancata dalla stagione di Teatro Ragazzi, per una stagione estiva all'aperto e per l'organizzazione di un importante Festival del Jazz.
Dal 2013 il Teatro Civico è entrato a far parte della rete dei Teatro Storici della Liguria http://www.teatristoricidiliguria.it

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