Gli svariati esemplari ceramici provenienti da Luni coprono un arco cronologico che va dal II sec. a.C. all'Alto Medioevo, con le massime attestazioni nel periodo compreso tra la metà del I sec. a C. e il III d.C. Le produzioni di queste suppellettili si distinguono in base alle forme e all'uso a cui erano destinate: recipienti di uso comune per la cucina e per la dispensa, ceramica fine da mensa e contenitori per il trasporto. In cucina si adoperavano pentole, tegami e olle (contenitori per liquidi con corpo ovoidale) in genere provvisti di coperchi, che conservano ancor oggi i segni dell'annerimento da fuoco; questa suppellettile è piuttosto grossolana e difficilmente presenta decorazioni in quanto non rispondeva ad esigenze estetiche, ma di funzionalità e bassi costi. Questi oggetti venivano realizzati in modo da resistere all'azione del fuoco, di cui potevano assorbire e diffondere il calore senza rompersi. A partire dal VI sec. d.C. a Luni sono documentate pentole di forma troncoconica in pietra ollare di color verde.
Nelle dispense si trovavano brocche, bottiglie e altre forme chiuse, utilizzate per conservare cibi e bevande. Infine sulle mense venivano esposte le stoviglie più fini ed eleganti, ove si servivano le vivande durante i pasti. Quest'ultima categoria comprende i piatti, le ciotole e i bicchieri generalmente verniciati e decorati con incisioni o applicazioni a rilievo.