Alla fine dell'Ottocento, in seguito agli scavi eseguiti nell'area della cattedrale di Luni dal Podestà, vennero ritrovati numerosi reperti altomedievali, tra cui i frammenti marmorei di arredo liturgico esposti nella sala. Lo studio tipologico dei quali, iniziato nel 1945 dal Verzone, ed il collegamento con i materiali lunensi di contesto archeologico sicuro, permettono di intuirne le funzioni originarie e di confrontarli con altri reperti analoghi da altri luoghi sacri della diocesi lunense (Migliarina, Tino, Vezzano, Sorano, Soviore, Codiponte) o limitrofi (cattedrale di Brugnato).
Tra i materiali metallici della collezione Fabbricotti, provenienti per lo più da sepolture, risalta una bellissima parure aurea, composta da trenta elementi in lamina lavorata ad impressione, ritrovata presso l'antica chiesa lunense di San Pietro. Tali reperti, insieme ad un nucleo di diversi tipi monetari, consentono la conoscenza dello sviluppo e della vitalità economica lunense in età altomedievale, dell'espansione cristiana e dei rapporti fra le diverse etnie, romanze e longobarde, dopo la conquista del territorio di Luni da parte di Rotari (643), della stabilizzazione carolingia e dei rapporti fra la cultura artistica altomedievale con quella romanica.