I più importanti edifici pubblici di Luni erano decorati con cicli statuari celebrativi esposti all'osservazione quotidiana di tutti i cittadini.
I membri della famiglia regnante in particolare operarono attraverso i loro ritratti, presenti un po' dovunque nell'Impero, una potente forma di propaganda politica.
Nel foro, il teatro, l'anfiteatro, il Capitolium e la basilica di Luni le opere figurative esprimevano finalità politiche.
I raffinati busti di Tiberio e di principe giulio-claudio, dai volti eternamente giovani, provengono dal teatro e a giudicare dalle dimensioni e dagli atteggiamenti omologhi dovevano occupare posizioni simmetriche nelle nicchie della frontescena o in ambienti prossimi alla cavea.
La statua per eccellenza del cittadino romano è la statua togata; i ritratti togati sono i più diffusi nella tradizione tardo-repubblicana e imperiale. La scelta di un'immagine, ossia di farsi rappresentare in un certo modo, non era cosa di poco conto, in quanto le era affidato il ricordo della persona effigiata. I magistrati si facevano comunemente rappresentare in toga mentre svolgevano le loro funzioni e di solito reggevano in mano un rotolo di papiro.