
Tra le
gemme della collezione Fabbricotti si distinguono alcuni esemplari
di dimensioni particolarmente grandi, usati forse come pendagli,
anche se la gran parte sono pietre di dimensioni contenute
di forma ovale o tondeggiante, originariamente incastonate
in anelli. Le pietre dure possono essere translucide e opache;
tra le prime, che erano ritenute particolarmente pregiate,
è ben attestata nel Museo la corniola, una varietà
del calcedonio di color rosso-arancio importata dall'Oriente
e dall'Austria. Si utilizzava anche la pasta vitrea, lavorata
a stampo, in colori adatti ad imitare le pietre preziose.
Tra le pietre opache è attestato nella collezione il
diaspro verde, rosso e giallo. La gemma era impreziosita da
intagli o lavorata a cammeo, ossia lasciando a rilievo la
decorazione su un fondo ribassato e talora sfruttando i diversi
colori stratificati della pietra per donare una raffinata
policromia alla raffigurazione. I temi rappresentati erano
tra i più vari: animali, divinità, busti di
imperatori, principi e principesse.